E bar d’Càd’Pighet
Fernando | marzo 30, 2010Domenica scorsa sono tornato dopo molti mesi a Boccassuolo e sono andato nella casa dei “miei” per verificare se il gelo dell’inverno aveva procurato dei danni.
Sono entrato nel locale che una volta era “il Bar” ed ho avuto un brivido piacevole mai provato prima, forse perchè all’interno del locale non vi erano più mobili (stiamo facendo dei lavori) mi sono fermato e guardandomi intorno ho cominciato a percepire voci….. utanta a picc … nuvanta a cor… cent a picc…. cent trenta a cor…. a te scurtell….
Le pareti hanno cominciato a ruotare … la sala a riempirsi di fumo di sigarette e di tavolini… i tavolini di giocatori … il bancone con l’Edda ed il suo grembiule… le bottiglie di Vecchia Romagna in alto allineate con cura… i vasi di caramelle… i boeri con i premi a sorpresa… le spongate Manghi… le cioccolate Novi… le paste Porretta… e poi vino, vermout, marsala…
Che bello… “e bar d’Càd’Pighet” con i suoi personaggi…., me ne sono venuti in mente tantissimi da quando avevo pochi anni a quando sono partito per il militare.
Quanti personaggi… così apparentemente diversi ma alla fine tutti molto simili, andando indietro con i ricordi torno a quel tavolino da dove partivano le voci… seduti quattro giocatori intenti a giocare quella partita di “scortello” con quelle voci lontane… Guido (Mellina) al quale si attribuisce l’invenzione o l’importazione del gioco dalla Corsica, Primo (Primun ed’Tunarin), Domenico (Mengo da Lamma ) e Agostino (Gustin d’Sver)…
Che partita bellissima, storica come tutte le partite a carte che si sono giocate in questo bar..
Gustin era un artista nel mescolare le carte unico nei movimenti…, due colpi veloci tenendo le carte parallele al tavolo con la facciata rivolta verso il basso….
Mengo sempre concentrato, tanto concentrato che ogni tanto si “assopiva” sulle carte, situazione che non sfuggiva a Mellina (l’artista del gioco) che con uno schiaffetto lo riportava alla partita. Leggi il resto dell’articolo »


